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VINO, PREVISIONI PER I PROSSIMI 25 ANNI

I dati del sondaggio del “Meininger’s Wine Business Journal”.


Circa 1.200 professionisti del settore enoico da oltre 50 Paesi hanno preso parte al sondaggio creato da “Meininger’s Wine Business Journal” per formulare delle previsioni sui prossimi venticinque anni del vino. Rilevanti alcuni fattori che influenzeranno il mondo di Bacco: cambiamenti climatici, stili produttivi inconsueti, meno o zero alcol, produzione bio e sostenibile, nuove bevande e cannabis legale. I cambiamenti climatici preoccupano ben il 96% del campione e, secondo il 61%, sono destinati ad avere un impatto maggiore di quanto successo finora, mentre un ulteriore 86% ritiene che i problemi di approvvigionamento idrico si acuiranno come conseguenza. Solo il 27% dei partecipanti al sondaggio ha dichiarato di aspettarsi un impatto rilevante dall’introduzione di robot in vigna, nonostante sempre più cantine abbiano dichiarato di avere in programma piani per automatizzare al massimo le proprie attività nel medio periodo.

Il 21% del campione vede all’orizzonte una notevole influenza da parte di nuove varietà e blend, ma un ulteriore 29% ritiene in ascesa futura anche nuove regioni e stili produttivi, a danno di quelle storiche. Il consumatore sarà sempre più una variabile determinante: il 56% dei professionisti intervistati si aspetta che il mercato premierà vini con un contenuto alcolico minore, se non nullo, e blend multiregionali, ed il 57% ha dichiarato che la popolarità degli spumanti continuerà ad aumentare. Più del doppio degli intervistati ha indicato l’intero settore dei vini “naturali” come “cavallo vincente”. A minacciare il vino nei prossimi 25 anni saranno nuove bevande tout court, sia analcoliche (48%) che alcoliche (45%), ed una percentuale non dissimile vede con preoccupazione l’avvicinarsi, lento ma innegabile, dell’uso della cannabis.


Tempi difficili, stando ai rispondenti, per i critici: per il 40% dei professionisti il loro ruolo è in declino, mentre divulgatori (15%) e sommelier (9%) possono dormire sonni più tranquilli. Dopo l’influenza sempre più marcata dei social media (49%), rimarranno poi preponderanti il ruolo del turismo (46%) e quello degli eventi (29%), mentre il ruolo dello smartphone diventerà per una maggioranza quasi bulgara del campione (90%) più importante che in passato, contribuendo a rendere la vendita online più pervasiva e significativa nei confronti del retail tradizionale (34%, ma con la sola Amazon che si accaparra il 40%).

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