giovedì , 23 novembre 2017
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Un concetto può diventare elemento di marketing? I vini minerali!

La comunicazione, il lessico, la scrittura, crea interesse, passa parola, piacere. E’ ciò che si verifica oggi, con la nuova categoria dei “vini minerali”.

vini minerali marketing“Tutti pazzi per i vini minerali” potrebbe essere il titolo di una commedia dei fratelli Vanzina, e invece è il fenomeno osservato oggi nel settore della comunicazione e della produzione del vino. Nato come semplice termine descrittore, l’aggettivo minerale ha fatto così tanto breccia nei cuori di addetti ai lavori e semplici winelover, da innalzarsi quasi a nuova categoria commerciale di prodotto. Sulla scia di questo interesse, e quindi sfruttando l’onda “minerale”, si moltiplicano in modo esponenziale le iniziative e le attività promozionali legate a questa key word.

Ma facciamo un po’ di chiarezza nella definizione di un concetto, diventato oggi un vero e proprio valore aggiunto in ottica di marketing. Il termine “minerale” è nato in Alsazia, essenzialmente per descrivere alcune note del Riesling, spesso caratterizzato da odori di kerosene. Da lì, è stato adottato anche in Borgogna, e associato spesso al ricordo della pietra focaia, cioè la pietra adoperata per produrre scintille necessarie ad accendere la polvere da sparo. Dunque, si tratta di un profumo apparentemente chiaro e decifrabile. E allora perché tutta questa confusione?

Oggi, sia novelli che critici del vino, vedono i confini di questa vini minerali marketingdefinizione sempre più labili e manca un modus pensandi univoco. Ciò che sembra palese a tutti, è la tendenza, sempre più marcata, all’utilizzo di questa parola nei contenuti promozionali e informativi di aziende vitivinicole e di testate di settore. Infatti, ciò che prevale è l’idea di mineralità legata a elementi naturali, geologici, presenti nel suolo, capaci di imprimere al vino caratteri unici e irriproducibili. Il problema, se di problema possiamo parlare, è che si definiscono minerali, vini provenienti da zone viticole europee spesso caratterizzate da suoli estremamente differenti tra loro.

Dunque non c’è una chiave di lettura omogenea? O si tratta semplicemente del tentativo di sfruttare una sana alchimia di marketing per stimolare l’attenzione della propria consumer based? Lasciamo a voi il giudizio e ci limitiamo a invitarvi alla concentrazione: abbiate la capacità di escogitare nuove figure e parole, tali da arricchire i vostri contenuti enologici. Il potere della comunicazione sta proprio in questo, e in un settore come quello del vino, dove è essenziale la necessità di comunicare, ogni escamotage è utile per differenziarsi. Non si sa mai che, nuove parole e nuovi concetti, diventino carburante per le vostre vendite, come accade oggi per i “vini minerali”.

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