sabato , 23 settembre 2017
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Prosecco Doc: +6,9% l’export del primo quadrimestre 2017

Il Prosecco Doc, i programmi e i traguardi per la vendemmia 2017: dalla crescita sul fronte export ed in termini di imbottigliamento, passando per l’ottima resa prevista per la vendemmia di quest’anno, fino alla nuova intesa che favorisce equità, residenti e consumatori

Non accenna a quietarsi il vento di novità e buoni risultati del Prosecco Doc. In vista della vendemmia 2017, arrivano i dati sull’export del Consorzio di Tutela del Prosecco: il primo quadrimestre registra un incremento complessivo della denominazione pari al 6,9%, andando a confermare il trend di stabilità sui mercati internazionali. Nello specifico, si evidenzia un aumento della versione spumante (+9,6%) e una diminuzione della tipologia frizzante (-6,3%). Per quanto concerne gli imbottigliamenti, stando ai dati forniti dall’ente preposto alla certificazione, si attestano sui valori massimi previsti dagli studi indipendenti commissionati e diffusi dal Consorzio, con una crescita, nei primi 6 mesi, di circa il 7% rispetto allo stesso periodo dell’anno passato. Sul fronte della produzione per il 2017 di Prosecco Doc, si stima una coincidenza coi volumi dello scorso anno (420 milioni di bottiglie nel 2016). Sebbene, al suo debutto, avesse dato adito a non pochi dubbi, l’annata, presenta, ad oggi, ottime condizioni sanitarie del vigneto. Un elemento significativo che, insieme all’incremento delle superfici iscritte allo schedario e allo sblocco della riserva vendemmiale 2016, dovrebbe garantire, in termini quantitativi, una produzione in linea con la domanda.

A ciò si aggiungono i progressi in ambito di gestione della denominazione, con l’intesa recentemente raggiunta dalla filiera in assemblea e volta ad ottimizzare la conoscenza e la trasparenza delle produzioni e del mercato: “grazie all’introduzione di contratti tipo, compatibili con le previsioni della normativa Europea, si intende contribuire a migliorare le modalità di immissione sul mercato di vino base atto ad essere rivendicato come Prosecco Doc, al fine di ottenere condizioni concorrenziali eque, evitando insidiose distorsioni. Nei confronti dei consumatori e delle comunità residenti nei territori interessanti dalla nostra Doc, l’intesa si occupa di innovazione, razionalizzazione, miglioramento e orientamento della produzione verso prodotti più adatti ai fabbisogni del mercato, ai gusti e alle aspettative dei consumatori, con particolare riguardo alla qualità dei prodotti e alla protezione dell’ambiente”.

“Con questo provvedimento – ha commentato Stefano Zanette, presidente del Consorzio del Prosecco – aggiungiamo un importante tassello verso quell’equilibrio di mercato da tutti ritenuto essenziale per assicurare un futuro alla nostra Denominazione. Siamo consapevoli che gli strumenti proposti, forse da tutti non ancora compresi, appaiano fin da ora perfettibili, ma costituiscono il punto di partenza sul quale operare per affrontare le esigenze di una realtà articolata come la nostra. Come in altre occasioni, la nostra Denominazione si trova a fungere da apripista, senza il beneficio di poter seguire percorsi già tracciati. Resto comunque convinto che solo grazie a questi sforzi, come altri già realizzati, saremo in grado di assicurare quella continuità e quella stabilità che tutta la filiera ritiene indispensabili”.

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