mercoledì , 13 dicembre 2017
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Il Consorzio della Valpolicella e le Famiglie pronti al dialogo

Le due parti pronte a confrontarsi per il bene di uno dei territori vinicoli più importanti d’Italia

Trovare un accordo, quanto prima, per il bene di uno dei territori più importanti del vino italiano, la Valpolicella, realtà da 60 milioni di bottiglie, 550 milioni di euro di giro d’affari (il 75% all’export), che oggi il Consorzio della Valpolicella guida e tutela, e che, indiscutibilmente le 13 realtà della “Famiglie Storiche”, hanno contribuito a costruire ed affermare nel mondo. È l’intento dichiarato del Consorzio, guidato da Andrea Sartori, e da Sabrina Tedeschi, presidente delle Famiglie.

Dopo la sentenza del tribunale di Venezia che ha vietato alle Famiglie l’uso della dicitura “Famiglie dell’Amarone d’Arte” e di fare qualsiasi tipo di promozione sfruttando questo nome, le due parti si sono aperte al dialogo per tutelare uno de vini più prestigiosi nel panorama nazionale, e capace di raccontare il made in Italy vitivinicolo nel mondo. Se da una parte le Famiglie rivendicano la necessità di riconoscere i risultati di chi ha lavorato per il territorio, senza dimenticare nessun produttore, dall’altro il Consorzio ribadisce la necessità che tutti gli sforzi per il territorio vengano comunque fatti al suo interno, visto che la legislazione italiana presuppone un regime “erga omnes”.

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