sabato , 23 settembre 2017
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Battuta d’arresto per l’export italiano in Usa

L’Italian Wine & Food Institute:”Siamo fermi sia in quantità che valore”

Non arrivano buone notizie per le esportazioni di vino italiano in Usa. Sembra, infatti, che l’andamento del vino di casa nostra sul mercato statunitense abbia subìto una brusca frenata. A renderlo noto è Lucio Caputo, presidente di Iwfi, italian wine & food institute, che dichiara: “Siamo fermi sia in quantità che in valore”. Nei primi 7 mesi dell’anno, le vendite di vino in Usa sono aumentate del +9,3% in quantità e e del + 6,7% in valore. Ben poca cosa rispetto ai margini di miglioramento della Francia, che ha registrato un incremento del 19,9% in quantità e del 20,1% in valore.

Sebbene attualmente l’Italia si trovi al primo posto fra i principali fornitori del mercato Usa, negli ultimi tempi ha perso alcuni punti nella sua quota di mercato dei vini importati, cedendo il passo ai principali concorrenti. “È arrivato il momento- sottolinea Caputo – di porre fine a tutte le inutili e controproducenti iniziative che da varie parti vengono condotte sul mercato USA e concentrarsi su un serio, coordinato, valido e professionalmente condotto programma promozionale che abbia come obbiettivo principale quello di far aumentare la domanda
di vini italiani, attualmente in fase di stasi. Se non si procederà in tale direzione si rischia di perdere la posizione dominante fin ora avuta sul mercato americano ed imboccare una spirale negativa che sarà poi difficile bloccare ed invertire”.

Stando alla nota dell’Iwfi, le esportazioni vinicole italiane nei primi 7 mesi dell’anno in corso ammontano a 1.497.710 ettolitri, per un valore di 779 milioni e 91mila dollari, contro  i 1.501.130 ettolitri (779 milioni e 179mila dollari) del corrispondente periodo del 2016.

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